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Acquedotto Mediceo di Asciano

Autore segnalazioneFrancesco Pozzi – Gabriele Guerra per la Sezione di Pisa
Data aggiornamento24/11/2022
Denominazione beneAcquedotto Mediceo di Asciano
RegioneToscana
ProvinciaPisa
ComunePisa e San Giuliano Terme
LocalitàCisternone (cisterna iniziale di convogliamento e raccolta delle acque) - punto terminale fontana di arrivo a Pisa presso Piazza delle Gondole
Indirizzoarrivo dell’acquedotto Piazza delle Gondole - Pisa
Indirizzo di georeferenziazione (da Google MAPS) 43°45'3.10"N 10°28'41.60"E
CategoriaBeni culturali
Categoria specialistica bene culturaleacquedotto
Inserire immagine Cisternone_Valle_delle_Fonti.jpg
Descrizione immagineIl Cisternone presso la Valle delle Fonti ad Asciano Pisano (PI) - Foto DnaX da Wikimedia https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Cisternone_Valle_delle_Fonti.jpg
Descrizione generale del bene

Questa importante opera idraulica si deve all’idea del Granduca di Toscana Cosimo I dei Medici (1519-1574) di portare l’ottima acqua che sgorgava dalle fonti di Asciano, piccolo borgo alle pendici dei Monti Pisani fino alla città di Pisa, dove invece l’acqua era malsana, perché prelevata da pozzi scavati in un terreno paludoso dove ristagnava e tendeva a divenire salmastra, portando malattie, deperimenti fisici ed epidemie tra la popolazione. La costruzione dell’opera fu travagliata e coinvolse tre Granduchi. Il progetto iniziale di Cosimo I era quello di costruire un semplice e poco costoso acquedotto sotterraneo, ma l’opera non fu portata a termine, per impreviste difficoltà tecniche del terreno particolarmente instabile e paludoso e la morte dello stesso granduca. Nel 1588 il Granduca Ferdinando I (1549-1609) continuò negli intenti del padre Cosimo I, optando per una soluzione funzionale dell’antica Roma, la condotta sopraelevata su archi. Per la direzione della Fabbrica delle Fonti fu incaricato l'architetto Raffaello Zanobi di Pagno, il quale intraprese la costruzione delle fondazioni dei pilastri, le cui basi furono gettate nel 1592, ma fu costretto a lasciare l’impresa per problemi di salute. Gli successe il nipote, l'ingegnere Andrea Sandrini che dovette fare alcune modifiche per ovviare a delle errate pendenze, con conseguenti ristagni nella condotta. Nel 1613 l’opera fu ultimata, dopo appena 21 anni, sotto il Granduca Cosimo II. Il costo notevole, più di 16.000 ducati, venne finanziato con i proventi derivanti dalle tasse sul sale, dalla vendita del legname dei pini, nonché da imposte e provvigioni varie. Si economizzò anche sul materiale di costruzione, riutilizzando il pietrame e i laterizi di numerosi castelli e palazzi diroccati dell’area pisana. I contemporanei celebrarono l’Acquedotto come una delle imprese più meritorie e grandiose dei Medici, il medico e filosofo Girolamo Mercuriale (1530-1606) si spinse a definirla un’opera “quasi divina”. Non era soltanto retorica. L’Acquedotto Mediceo rappresentò, per la sua epoca, un’opera idraulica tra le più ambiziose mai realizzate in Europa.

Presenza di elementi di pregio

Lungo tutto il percorso sono presenti diverse fontanelle e caselli idrici (o stazioni), di grande pregio architettonico. Dopo un percorso di circa 6 chilometri sostanzialmente rettilineo, gli archi arrivano alle mura di Pisa in Piazza delle Gondole. Qui è presente una cisterna da dove l'acqua veniva poi incanalata in condutture sotterranee per alimentare le varie fontane presenti in città, tra quelle più conosciute, la fontana dei Putti in Piazza dei Miracoli e la fontana sotto la Statua di Cosimo I in Piazza dei Cavalieri. Altre fontane alimentate dall'acquedotto, ancora esistenti, sono quella di piazza delle Gondole, della piazzetta Tongiorgi, piazza Martiri della Libertà, piazza delle Vettovaglie, piazza Alessandro D'Ancona, piazza Cairoli, piazza San Luca, e altre minori.

Interesse culturale del bene (c.d. vincolo)
Interesse pubblico del bene

La realizzazione di un progetto che permette, partendo a piedi o in bicicletta da Pisa si può arrivare direttamente ad Asciano percorrendo la pista ai piedi degli archi, consentendo così una prima, se pur minima valorizzazione indispensabile per avviare un progetto complessivo per la salvaguardia e il recupero di questo importante bene culturale in grave pericolo.

Autore/iarch. Raffaello Zanobi di Pagno e ing. Andrea Sandrini
Periodo di realizzazione: inizio lavori nel 1592 fine dell’opera nel 1613
Funzione in passato

Durante l'emergenza bellica del 1943, quando questo acquedotto venne bombardato, l'acqua di Asciano rimase la principale, se non l'unica fonte, per l'approvvigionamento idrico della città. Il vecchio acquedotto tornò quindi provvidenzialmente in funzione, a onore e gloria dell’antico Granducato e dei suoi illuminati principi.

Elementi di rilievo dal punto di vista storico-documentale

L'opera parte dal sistema di convogliamento idrico, una serie di bottini di presa e di raccolta, sparsi per la Valle delle fonti di Asciano, i quali tramite condotte sotterranee fanno confluire l'acqua fino al Cisternone, con al suo interno una grande vasca di raccolta. Con un sistema a saracinesca veniva lasciata passare solo la quantità d'acqua necessaria, da incanalare verso l'acquedotto e le sue fonti. La condotta sopraelevata è composta da più di 954 archi equidistanti e decrescenti, appoggiati su basi di fondazione costituiti da pini conficcati nel terreno (circa 1.000) che sostengono pilastri in muratura edificati senza intonaco con pietre, pietrame e laterizi. Sopra gli archi fu fatta una muratura mista, a fasce alternate, con ricorso anche a mattoni. Al di sopra di essi fu murata una canaletta di terra cotta, a cui fu sovrapposta una spessa lastra di pietra per evitare il riscaldamento dell'acqua da parte del sole e impedire l'introduzione di sporcizia. L’acquedotto, con una lunghezza di 6 km ed un'altezza che non supera i 7 metri arriva fino alle mura di Pisa nell’odierna piazza delle Gondole, all’altezza della Porta di Santa Marta, passando da alcuni bottini per il controllo del flusso.

Riferimenti BibliograficiRIFERIMENTI STORICO-BIBLIOGRAFICI:

Massimo Gasperini, Gaetano Greco, Mario Noferi, Sara Taglialagamba, Il Principe, la città, l’acqua, Pisa, Edizioni ETS, 2015, pp. 344.

Francesco Luzzini, Archi in numero d’intorno a mille.L’Acquedotto Mediceo di Asciano, Acque Sotterranee - Italian Journal of Groundwater, 2013,

Maria Luisa Beconcini, Pietro Croce, Martina Muzzi, Elisa Rosso, L’acquedotto mediceo diagnosi: dei dissesti, Galileo n. 3, 2014, Felici Editore, 2014

SITOGRAFIA://  //

Storia dell'acquedotto, su comune.pisa.it. URL consultato il 27 aprile 2010 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2014).

Comune di Pisa | 17) Pista ciclabile - Acquedotto Mediceo, su www.comune.pisa.it. URL consultato l'11 novembre 2017.

Sharon Braithwaite, Acquedotto, la “storia” si sbriciola, in Il Tirreno, 10 febbraio 2017. URL consultato il 7 novembre 2017.

Sharon Braithwaite, Acquedotto a pezzi, cantiere ok ma solo per la messa in sicurezza, in il Tirreno, 11 febbraio 2017. URL consultato il 07 novembre 2017.

Salviamo l'Acquedotto Mediceo di Pisa - Inclinazione, su web.me.com. URL consultato il 27 aprile 2010.

Salviamo l'Acquedotto Mediceo di Pisa - Crepe e Cedimenti, su web.me.com. URL consultato il 27 aprile 2010.

Salviamo l'Acquedotto Mediceo di Pisa - Mozziconi di arco, su web.me.com. URL consultato il 27 aprile 2010.

Restauro di una parte dell'Acquedotto Mediceo di Pisa.mov, su YouTube. URL consultato il 27 aprile 2010

https://brunelleschi.imss.fi.it/itinerari/luogo/AcquedottoMediceoAsciano.html

http://www.vadoevedo.it/acquedotto-mediceo-di-pisa-in-bicicletta.html

http://www.paginaq.it/2014/12/31/acquedotto-mediceo-dei-condotti-storia-monumento-abbandonato/index.html

https://acquedottomediceo.wordpress.com/chi-siamo/

https://acquedottomediceo.wordpress.com/
Stato di conservazioneMediocre
Motivazioni del degradoAspetti strutturali (crolli), Superficiali (umidità), Superficiali (vegetazione), Generali (abbandono)
ProprietàSoggetto pubblico
Funzione attuale del beneNella prima metà dell'800 la quantità d'acqua non fu più sufficiente, dato l'aumento della popolazione. Nel 1925 fu inaugurato il nuovo acquedotto di Filettole, sempre vicino a Pisa che permise di portare l'acqua a tutte le case della città. Durante l'emergenza bellica del 1943, quando questo acquedotto venne bombardato, l'acqua di Asciano rimase la principale, se non l'unica fonte, per l'approvvigionamento idrico della città. Il vecchio acquedotto tornò quindi provvidenzialmente in funzione. A quattrocento anni dalla sua costruzione, l’Acquedotto Mediceo versa oggi in uno stato d’avanzato degrado. E’ interrotto in più punti da strade che ne intersecano il tracciato, e diversi archi sono pericolanti. Molte aree dell'acquedotto sono lasciate abbandonate a se stesse, senza alcun intervento finalizzato ad assicurarne il mantenimento nel tempo, così da risultarne compromessa la stabilità statica in alcuni punti. L’acquedotto non ha subito recentemente nessun intervento complessivo di recupero o manutenzione, ma solo operazioni sporadiche ed emergenziali. Sono stati calcolati nel 2018: 41 archi crollati (4%), 45 demoliti (5%), 42 tamponati (4%) e 27 originali sostituiti da un muro (3%) (Fabio Vasarelli).
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