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L’ex Ospedale neuropsichiatrico di Racconigi (CN)

Autore segnalazioneLa precedente segnalazione è stata effettuata il 27 febbraio 2018  da un cittadino del “Comitato per la difesa ex Neuro”.
Data aggiornamento20/10/2021
Denominazione beneL’ex Ospedale neuropsichiatrico di Racconigi (CN)
RegionePiemonte
ProvinciaCuneo
ComuneRacconigi
Indirizzovia Ormesano
Indirizzo di georeferenziazione (da Google MAPS) 44.765713, 7.678818
CategoriaBeni culturali
Categoria specialistica bene culturaleOspedale
Inserire immagine Cuneo1-1.jpg
Descrizione immagineL’ex Ospedale neuropsichiatrico di Racconigi: vista di una delle corti del padiglione "Chiarugi"
Descrizione generale del beneL’ex Ospedale neuropsichiatrico di Racconigi (CN) è un imponente struttura, posta nel centro storico della città, che occupa una superficie di quasi 163.000 mq, di cui più di 33.000 sono coperti e occupati da diversi corpi di fabbrica che costituivano i diversi padiglioni.

L’edificio più antico, un immenso complesso a tre piani articolato intorno a due ampie corti, è il cosiddetto Padiglione “Chiarugi”. Questo fu edificato tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo, con la funzione di Ospedale di Carità e Opere Pie, a seguito del Regio Editto del 19 maggio 1717 emanato da Vittorio Amedeo II di Savoia, il quale prevedeva la costruzione, da parte della comunità, di una rete di Ospizi di carità atti ad ospitare i malati psichiatrici. Il progetto fu, però, abbandonato e il “Chiarugi” assunse la funzione di collegio per i figli degli ex-militari.

Alla fine dell’Ottocento la situazione cambia nuovamente quando, a seguito della L. 2248 del 20 Marzo 1865, il Consiglio Provinciale di Cuneo indicò l’ex Collegio Militare di Racconigi come sede del Manicomio Provinciale nel quale, nel 1871, furono ricoverati i primi due pazienti.

Il numero degli ospiti della struttura e, così, quello di coloro che vi lavoravano, crebbe sempre di più tanto che, nel corso degli anni, il numero dei padiglioni si è moltiplicato fino a diventare una vera e propria “città nella città”. In particolare, già nel 1897 il corpo centrale, appartenente all’ex Collegio Militare, fu integrato con le due casermette Umberto e Govean, poi ribattezzate Tardieu e Connolly ma, tali strutture furono ben presto insufficienti per accogliere i quasi 600 ospiti. Pertanto, agli inizi del XX secolo l’ingegnere Fornaseri predispose un progetto di ampliamento che, però, a causa dello scoppio della Prima Guerra Mondiale e delle conseguenti ristrettezze economiche fu attuato solo in minima parte e, degli otto padiglioni previsti, ne fu costruito soltanto uno.

La situazione cambia nel 1958 quando ai due reparti “Chiarugi” si aggiunsero i nuovi padiglioni “Marro”, “Tamburini” e “Morselli” per un totale di otto reparti a cui si sommano un laboratorio di ricerche cliniche, uno di anatomia patologica, uno di radiologia, uno di elettroterapia e una sala operatoria oltre alle cucine, la panetteria, la casa delle suore, la centrale di riscaldamento e vari altri edifici disseminati nell’ampio parco.

La chiusura definitiva avvenne tra gli anni ’80 e ’90 del Novecento quando, a seguito della Legge Basaglia (L. 180/1978) fu imposta la chiusura di tutti i manicomi d’Italia e, quindi, il progressivo trasferimento dei pazienti. Ad oggi l’intero complesso è in stato di abbandono e fortemente degradato.
Presenza di elementi di pregioTra gli elementi di pregio ancora conservati all'interno della struttura si ricordano gli archi su pilastri dei portici che circondano le due corti intorno a cui si articola il Padiglione "Chiarugi" risalente agli inizi del XIX secolo.
Interesse culturale del bene (c.d. vincolo)
Tipo interesseAlcuni dei padiglioni dell'ex Ospedale neuropsichiatrico di Racconigi (CN) sono soggetti a specifica dichiarazione di interesse. In particolare il Padiglione Tamburini è vincolato dal 28/11/2006, il Padiglione Chiarugi dal 16/12/2005, il Padiglione Morselli dal 28/11/2006.

I restanti edifici non presentano specifica dichiarazione di interesse ma presentano un interesse culturale secondo quanto prescritto dall'art. 10 del D.Lgs 42/2004.
Interesse pubblico del beneIl bene, oltre a rappresentare un grande complesso architettonico che, oggi come in passato, caratterizza fortemente il centro abitato di Racconigi, è anche un'importante struttura pubblica che, per diversi anni, è stata punto di riferimento per l'intera provincia. Inoltre, a questo tipo di valore se ne aggiunge anche uno prettamente sociale e affettivo legato alle centinaia di persone che, sia come lavoratori che soprattutto come ospiti, hanno abitato queste stanze e ne hanno segnato la storia.
Periodo di realizzazioneXVIII secolo-XIX secolo
Funzione in passatoIl primo nucleo di questo grande complesso nasce per ospitare un'Ospizio di carità ma, il progetto, fu ben presto abbandonato e l'edificio costruito divenne un collegio per i figli degli ex militari.

Dopo la L. 2248 del 20 Marzo 1865, il Consiglio Provinciale di Cuneo indicò l’ex Collegio Militare di Racconigi come sede del Manicomio Provinciale nel quale, nel 1871, furono ricoverati i primi due pazienti.
Elementi di rilievo dal punto di vista storico-documentaleIl bene possiede una grande rilevanza storica poiché, le sue fasi, rispecchiano le varie modifiche subite dal sistema sanitario italiano in ambito psichiatrico. In particolare, la sua prima edificazione è legata al Regio Editto del 19 maggio 1717 emanato da Vittorio Amedeo II di Savoia, il quale prevedeva la costruzione, da parte della comunità, di una rete di Ospizi di carità atti ad ospitare i malati psichiatrici.

Successivamente, dopo un primo cambio di destinazione d'uso, riprese la sua funzione divenendo con la L. 2248 del 20 Marzo 1865 un Manicomio Provinciale.

Così come l'inizio della sua esistenza è legata ad una legge che, in qualche modo, voleva tutelare i malati psichiatrici della città anche la sua fine è riconducibile a tale scopo. Il Manicomio, infatti, come tutti quelli italiani, fu chiuso a seguito dell'emanazione della Legge Basaglia (L. 180/1978).
Sito/URLhttp://vincoliinrete.beniculturali.it
Sito/URLhttps://www.esserealtrove.it/contenuti/urban-exploration/ex-manicomio-di-racconigi-un-viaggio-nella-fabbrica-delle-idee/
Sito/URLhttp://www.cartedalegare.san.beniculturali.it/index.php?id=339
Stato di conservazionePessimo
Motivazioni del degradoAspetti strutturali (fratture), Aspetti strutturali (crolli), Superficiali (vegetazione), Generali (abbandono), Uomo (finestre rotte), Uomo (graffiti)
Descrizione dello stato di conservazioneIl bene è in un pessimo stato di conservazione legato allo stato di abbandono in cui si trova. Molti spazi sono stati più volte vandalizzati e, le corti, sono ricoperte dalla vegetazione infestante. I tetti sono crollati in più punti con il conseguente ingresso delle acque meteoriche.
ProprietàSoggetto pubblico
Tipologia soggetto pubblicoAltro
Funzione attuale del beneIl bene è in stato di abbandono.
E’ raggiungibile da una strada?
E’ raggiungibile da un sentiero?No
E’ possibile avvicinarsi?No
E’ possibile accedere all’interno?No
IndicazioniIl complesso occupa gran parte del settore sud est della città di Racconigi ed è raggiungibile da via Giovanni Priotti, da via Fiume e da via Ormesano.

Il bene è inaccessibile poiché circondato da un alto muro.
E' aperto al pubblico?No
Altre notearch. Angela Lato

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